1 anno di Mama – 10 anni senza il numero 10

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Il 16 novembre del 2016 è stata costituita la nostra piccola realtà.

Di ringraziamenti ne avremmo moltissimi da fare, ma a me piacciono soprattutto quelli di persona e quelli “con i fatti”, almeno di impegno, oltre che di possibile risultato.

Il primo anno è stato davvero impegnativo, come gli ultimi dieci del resto.

Abbiamo capito da dove venivamo, gli errori fatti, le persone da considerare e quelle da “scartare”, non certo per snobbismo, di ogni genere, che non ci contraddistingue, ma per approccio soprattutto alla vita.

Abbiamo capito che il paradosso che si sta sviluppando in questo periodo è relativo al rapporto, direttamente proporzionale, tra la crescita della necessità e pervasività degli strumenti digitali e tecnologici, ed il bisogno della qualità e della centralità della persona, delle sue capacità di capire gli altri, di comunicare, di creare valore, di unire diversità, di progettare e vivere nuove esperienze.

Abbiamo capito che, per farlo, non bastano sistemi o leggi, non servono solamente fondi o strumenti tecnologici, mezzi e non fine, ma servono motivatori, facilitatori, progettisti che pensano ma, al contempo, siano degli operativi che fanno; persone capaci di avere una visione trasversale e una competenza verticale.

E questo non solo da un punto di vista economico-organizzativo ma anche da un punto di vista sociale-comunicativo (nel senso di “mettere in comune” e creare comunità).

Presi dalla personalizzazione, dalla complessità e velocità aumentata dal digitale, siamo tutti concentrati sulle nostre peculiarità, togliendo del tempo al quadrante delle cose importanti della matrice di Eisenhower.

Manca qualcuno che faccia da “colla” e sempre meno si trovano soggetti in grado di mettersi in gioco, unendo e facilitando, mettendoci la faccia.

Tempo fa, dicevo che manca l’organizzatore delle partite di calcetto di quando si era adolescenti, oggi mi verrebbe un paragone sullo stesso “campo” e anche molto più attuale.

Manca il (nuovo) numero 10, quello che probabilmente è assente da 10 anni nel nostro calcio.

Rivera-Mazzola, Baggio-Giannini, Totti-Del Piero, ma dove sono?

Un tempo chiamato “regista”, spesso invece anche “geometra del centrocampo”, a volte utilizzato in altri ruoli, quasi sempre un faro e motivatore, sicuramente una figura “collante” della squadra, oltre colui che detta i tempi, risolve con un assist e lascia stare i cross sugli svedesi troppo alti…!

Una figura che prima era forse molto stratega e poco operativa (correva meno), molto “dirigente”, che oggi invece ha delle caratteristiche aggiuntive in questo calcio (e “campo” della vita) reso più fisico, più veloce, più difficile di un tempo.

Un fantasista che fatica, soggetto collante e abilitante, quello è forse ciò che manca.

Lavoriamo su tali persone, noi ce la stiamo mettendo tutta per cercarle, spesso formarle, “rubare” dal loro talento e, soprattutto, imitandone la tenacia.

Buon prossimo anno a tutti!

 

Scritto da Marco Travaglini

 

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